Che facciamo stasera?

Hai terminato la tua giornata di lavoro. Salutato un po’ di colleghi, è venerdì, e con molta probabilità li rivedrai lunedì.

 

Giro di chiamate…messaggi, gruppi whatsapp…

 

…che facciamo stasera?

 

Venti minuti per cercare parcheggio. I Queen in macchina che intonano: The Show must go on.

 

Trovi parcheggio, ed ecco.

 

Sei lì. Ad attendere fuori il locale che avevi voglia di provare da tanto tempo.

 

Hai provato a prenotare, ma niente, bisogna arrivare sul posto e attendere che si liberi un tavolo.

 

Ma tanto sei in buona compagnia, hai incontrato i tuoi amici, e attendi, tra una risata e l’altra, con la fame che ti rode lo stomaco.

 

Ma con felicità, perché sai che a breve sarai seduto, a scegliere ciò che più ti fa venir fame, e magari scegli anche un bis da dividere con chi è accanto a te.

 

Intanto dal locale esce qualcuno e rivolgendosi a te dice, guarda si è liberato un tavolo, non è quello che avevo previsto per voi, è solamente un po’ più piccolo. Se non volete più aspettare e non avete problemi a stringervi un po’, è vostro.

 

Ma sì! L’importante è saperle prima ‘ste cose!

 

Entri, ricevi il menu e scegli, con la fame che aumenta solo a leggere le varie bontà disponibili. Opti per un bel filetto con crema al parmigiano. Ma non disdegni le bombette al pistacchio che ha preso la tua amica accanto, e già sai che gliene ruberai una.

 

Tra una battuta e l’altra con il cameriere, hai ordinato, ed intanto arriva la tua bella birra, una lager ghiacciata alla spina. Non aspettavi altro.

 

Lo staff ti porta un entree, che con la fame che hai, entra, eccome se entra! Una julienne di finocchio con porchetta e senape. Fresca, saporita. Insomma…

 

La serata procede alla grande.

 

Ti guardi intorno, guardi cosa sta arrivando agli altri tavoli e hai la conferma di non aver sbagliato locale.

 

E infatti, ti arrivano i crostini con stracciatella e alici del Mar Cantabrico e già ti emozioni. Il tagliere misto, salumi e formaggi, che avete preso centrale, è tanta roba già a guardarlo. Burrate ripiene, stracciatella affumicata, formaggi, da un erborinato di capra, ad un pecorino al tartufo di livelli esagerati.

 

I salumi poi…c’è un salame di asina tenerissimo, e una Mortadella di cinghiale che con il pane caldo che hanno portata a tavola è ‘la morte sua!’
Ti volti, una voce non ti è nuova, ed infatti c’è un tuo amico all’altro tavolo.

 

Ti alzi un attimo, vai a salutarlo, ci sono anche altre conoscenze, qualche breve chiacchiera, e torni al posto, perché tra un saluto e l’altro è arrivato il tuo filetto.

 

È troppo bello, e merita una foto e quasi quasi, ci sta anche la Story su Instagram. Veloce però, si fredda. La crema al Parmigiano è perfetta. Hanno usato un’alta stagionatura, e si sente tutta…

 

Come hai promesso a te stesso, la forchettata nel piatto della tua amica per la bombetta al pistacchio ci sta tutta.

 

Il tuo amico di fronte invece ha preso un vinello, invece della birra, e un assaggio ci sta tutto, specie sul filetto. Oh te lo avevano detto che quel primitivo era perfetto per il filetto, ma non li hai voluti ascoltare e la birra è il tuo unico vero amore.

 

Il cameriere si avvicina al tavolo:

 

‘Ragazzi i dolci son tutti fatti da noi…abbiamo:

 

– Cassata siciliana. Rigorosamente ricotta di pecora freschissima

 

– Cheesecake con Fragole di Policoro e Gocce di cioccolato di Modica

 

Arriva il momento del dolce.

 

Si sa, lo spazietto per il dolce c’è sempre, e li prendete entrambi per poi smezzarveli perché volete assaggiarli. Non è fame, è solo la voglia di concludere in bellezza quella cena.

 

Giro di digestivi, e si è fuori. Abbracci, baci, ed ognuno alle proprie auto.

 

E niente, un po’ di nostalgia oggi.

 

Ma che genera tante riflessioni.

 

Ti rendi conto che la colonna sonora non è più ‘The Show must go on’ da un bel pezzo, perché lo show si è fermato 40 giorni fa.

 

The Show Must go on, certo, c’è il delivery, ma sappiamo tutti che non è lo stesso, in tutti i sensi. Tutti i momenti racchiusi in una cena fuori, tutte le emozioni, gli odori, gli sguardi, i movimenti…

 

Perché riflettiamo: Quante cose ho scritto, normalissime, ma che quando si potrà tornare ad uscire saranno impraticabili?

 

‘Andrà tutto bene’…ne siam sicuri o ci vogliamo solo dar delle pacche sulle spalle?

 

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